Mi presento

sereIl 1974 è un anno meraviglioso: a Monza, culla della civiltà longobarda e sede dell’annuale gran premio di Formula Uno, mia madre mi ha dato alla luce sette giorni dopo l’inizio dell’anno segnando così per sempre la tradizione che il mio compleanno caschi quasi sempre il primo giorno di ripresa lavorativa o scolastica Dopo le vacanze natalizie ovvero dopo la festa della befana!

La professione di pedagogista clinico mi ha portato la grande passione per la cura della relazione con le persone e la scoperta, con gli anni, che c’è un vasto panorama di bisogni della persona ai quali si è sempre risposto con approcci medicalizzanti o “etichettanti”, ma mai con uno sguardo “globale” sull’individuo e i sistemi con i quali è in relazione vitale. Ma quello che sono oggi parte da lontano…

Sono ancora studentessa frequentante il primo corso sperimentale socio-psico-pedagogico presso l’Istituto Magistrale C. Porta di Monza quando lo spirito di volontariato dei miei genitori, destinato alle ragazze di una comunità minorile, mi porta a conoscere il disagio giovanile e le ferite che situazioni familiari critiche e problematiche possono lasciare dentro l’animo umano. Quasi, quindi, senza accorgermi mi ritrovo appena diciottenne a organizzare le attività educativo-ricreative per i soggiorni estivi delle ospiti della comunità e da lì a poco ed essere responsabile di un gruppo, vario per età ed esperienze scolastiche, al quale organizzare in maniera efficace il pomeriggio, tra compiti e momenti ricreativi.

A vent’anni, al termine del primo anno della facoltà di Scienze dell’Educazione che ho frequentato all’Università Cattolica di Milano, trascorro due mesi in Uganda, all’estrema periferia di Kampala, dedicandomi ai bambini disabili e orfani di Aids accolti in una struttura gestita dal CMD di Belluno unitamente all’ONG “Insieme Si può”.

Esperienza indimenticabile che segna anche il mio percorso personale ed universitario che termina nel ’98 con la prima tesi in Italia sul sostegno a distanza (“La realtà dell’adozione a distanza: una solidarietà senza confini”), chiamata ancora al tempo “adozione a distanza”. Questo mio interesse mi porta a collaborare a livello nazionale con le associazioni del settore, a promuovere la nascita del primo coordinamento associativo nazionale, a interloquire con le Istituzioni, curare ricerche e scrivere pubblicazioni su questa forma di solidarietà internazionale e a girare la penisola per dibattiti, seminari, incontri e conferenze.

L’invito a diventare assistente universitaria e ad essere assunta praticamente “dietro casa” presso una comunità terapeutica riabilitativa protetta per psicotici dove avevo svolto con successo il tirocinio universitario vengono declinati per partire alla volta di Belluno, dove mi attendevano il matrimonio con la persona che amavo e amo e la ricerca di un impiego. Con la consapevolezza che la fortuna o Provvidenza, come la chiamo io, aiuta e sostiene gli audaci e i temerari, faccio un colloquio di lavoro alla stazione, appena scesa dal treno che da Milano mi portava a Belluno e vengo assunta dopo pochi giorni, nel giugno del 1998, come educatrice presso il Presidio Multizonale di Belluno, struttura residenziale per disabili gravi e gravissimi gestito dalla Coop. Le Valli di Longarone. Due sono gli anni di esperienza che maturo in questo contesto difficile, ma estremamente arricchente dal punto di vista professionale e soprattutto umano.

In questi anni (’99-2000) proseguo con gli studi frequentando il Corso di Perfezionamento per Esperto nelle Relazioni Educative Familiari all’Università Cattolica di Brescia e inizio la collaborazione durata oltre un quinquennio (1999-2005) come articolista e recensista per il mensile Famiglia Oggi dell’Ed. San Paolo.

Questa attività parallela mi porta a conoscere la realtà del C.I.S.F., Centro Internazionale Studi Famiglia di Milano allora diretta da Francesco Belletti con il quale nasce l’idea di scrivere due libri sulla realtà genitoriale secondo la sensibilità femminile e maschile. Lui scrive “Essere padri” ed io nel 2003 pubblico con l’Ed. S.Paolo, Essere madri, aspetti esistenziali, emozionali e relazionali della maternità, seguito nel 2005 da Questo bimbo a chi lo do sul tema delle agenzie educative a supporto dei genitori.

La passione per la realtà famiglia e la sensibilità coltivata negli anni mi portano nel 2002 a conseguire il Diploma in Teologia Pastorale e politiche familiari presso la Pontificia Università Lateranense di Roma e a spostare l’attività lavorativa da Belluno al Lago di Garda per lavorare nel campo educativo a 360°:

– conduzione di laboratori per la promozione della persona anziana;

– progetti scolastici individualizzati in una scuola secondaria di primo grado;

– supervisione educativa e formazione educatori di una comunità

Poi nel 2004 l’incontro quasi per caso con un mondo per me ancora non conosciuto, quello delle scuole dell’infanzia. L’allora presidente della Scuola Infanzia Paritaria di Torri del Benaco (Vr) mi chiama in una situazione di emergenza: dovrei avviare l’anno scolastico per qualche settimana fino a quando non riusciranno a trovare una nuova coordinatrice del servizio, visto che c’era prima aveva cambiato destinazione improvvisamente.

Accetto perché mi piacciono le sfide e con l’onesta dichiarazione che se all’università ho scelto l’indirizzo di educatore extra-scolastico c’era un motivo preciso: una sana “allergia” alle normative, alla burocrazia e al mondo scuola non mi avevano permesso di trovare l’ambito scolastico un luogo professionale per me pensabile. Poi il fascino di crescere in un ambito nuovo, la voglia di prendersi nuovi strumenti e competenze e la consapevolezza che le esperienze educative che si offrono alla persona quando è bambino lasciano una traccia indelebile nella sua formazione mi fanno innamorare di questa realtà. I pochi mesi sono diventati oltre un decennio visto che ancora oggi sono la coordinatrice di servizi alla prima infanzia nel comune di Torri del Benaco (Vr). L’esperienza cresciuta nel tempo mi ha portato poi dal 2009 a svolgere questo ruolo di regia pedagogica anche a S. Zeno in Mozzo nel comune di Villafranca.

Negli anni accompagno per tratti brevi anche i bambini, i genitori e le docenti delle comunità scolastiche dell’infanzia di Bardolino e Mozzecane (Vr).

E’ in questo periodo che mi capita di leggere un prospetto informativo di promozione per la formazione specialistica post-laurea come pedagogista clinico organizzato dall’Isfar di Firenze e mi viene da sorridere…

lo stesso volantino che avevo visto all’indomani della laurea, ma che esattamente dieci anni prima risultava per me impossibile da realizzare. Ma visto che “c’è un tempo per ogni cosa”… ora era arrivato il momento.

Spronata dalla persona amata che mi ha fatto trovare l’iscrizione al Master sotto l’albero di Natale inizio la formazione, tra scenari lavorativi impegnativi e una realtà familiare che nel frattempo contava l’arrivo di due bambini ancora piccoli. Ma la passione per questa professione è travolgente. Finalmente trovo un sapere organizzato e “impastato” di esperienza come avevo sempre cercato che pone al centro la persona, vero attore del suo cambiamento! Nel 2008 divento Pedagogista clinico e approfondisco la formazione sulle strategie pedagogico cliniche e didattiche per persone con deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Apro lo studio di pedagogia clinica a Garda (Vr) e inizio ad attivare sportelli di ascolto per dipendenti e famigliari degli ospiti ricoverati in una RSA di Rovereto (Tn) e poi per i dipendenti di una RSA ad Arco Tn). Parallelamente tengo corsi di formazione per gli operatori di questi enti e nel 2009 vengo contattata dall’Asl 22 di Bussolengo per realizzare il “Progetto Benessere” ovvero consulenze rivolte ai docenti e ai genitori dei bambini che frequentano le quattro scuole primarie e le due scuole dell’infanzia statali dell’Istituto Comprensivo “F. Malfer” di Garda, attività che mi vede impegnata ancora oggi.

Nel 2011 frequento il corso di Alta formazione in Gestione e Amministrazione delle scuole materne, organizzato da ALTIS presso l’Università Cattolica di Milano (con piacere ritorno alle origini!) e nel 2012 la F.I.S.M. – Federazione Italiana Scuole Materne- della provincia di Verona mi chiede di accompagnare come Coordinatore di Rete le dodici scuole dell’infanzia paritarie della Zona Lago e di essere una delle due consulenti provinciali dello Sportello Famiglia con attività di consulenza per educatrici di nido, docenti di scuole infanzia e genitori di bambini fascia età 0-6.

Dall’autunno 2014 sono entrata a far parte della realtà di Pedagogika Cooperativa Sociale Onlus insieme ai colleghi Carlo Callegaro Federica Ciccanti, compagni di viaggio nel mondo della pedagogia clinica già da alcuni anni. Credo fermamente nel lavoro di squadra e sono sicura che i prossimi anni mi proporranno nuove sfide professionali e un percorso di crescita per me estremamente arricchente e stimolante sempre a servizio della persona che sente la necessità di essere accompagnata per trasformare le difficoltà che può incontrare nel vivere quotidiano in grandi opportunità di crescita e cambiamento.

Futuro… arrivo!!!

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